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Via libera ad un'operazione della Direzione investigativa antimafia, coordinata dalla Procura etnea, per disarticolare un gruppo mafioso che opera nella Piana di Catania e nei quartieri Pigno e Librino del capoluogo siciliano riconducibile al boss Orazio Privitera, esponente di spicco del clan Cappello. Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 27 persone. Arresti anche in Germania.

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Tondo Gioeni, al via i lavori per il rifacimento del manto stradale
Sono cominciati alle ore 14 di questo pomeriggio e si concluderanno alle 18 i lavori per la sistemazione del manto stradale presso la nuova rotonda del Tondo Gioeni che, secondo le previsioni dell'amministrazione comunale, a breve dovrebbe essere ultimata, come confermato dalla ditta appaltatrice la scorsa settimana durante una riunione con l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Bosco. 

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Tondo Gioeni, al via i lavori per il rifacimento del manto stradale
Si attende il montaggio dei cartelli, della segnaletica stradale e dell’impianto di illuminazione. A quel punto la rotatoria, dopo un’apposita ordinanza dell’Ufficio Traffico Urbano, potrà essere aperta in entrambi i sensi di marcia. Al momento la circolazione è scorrevole in direzione Nesima, mentre si registrano code e rallentamenti procedendo verso Ognina.

 

 

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Processo Iblis, chiesti 355 anni di carcere per 23 imputati
I sostituti procuratori distrettuali di Catania Antonino Fanara e Agata Santonocito, hanno chiesto 355 anni di carcere per i ventitrè indagati del processo "Iblische si sta celebrando con il rito ordinario e che giudica politici assieme a boss e gregari della famiglia catanese di Cosa nostra.

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Processo Iblis, chiesti 355 anni di carcere per 23 imputati
Processo Iblis, chiesti 355 anni di carcere per 23 imputati

sostituti procuratori distrettuali di Catania Antonino Fanara e Agata Santonocito, hanno chiesto 355 anni di carcere per i ventitrè indagati del processo "Iblis" che si sta celebrando con il rito ordinario e che giudica politici assieme a boss e gregari della famiglia catanese di Cosa nostra.

Le pene più severe sono state chieste per il boss di Ramacca, Rosario Di Dio (26 anni e 8 mesi) e per il presunto capomafia Pasquale Oliva (28 anni).

Diciassette anni sono stati chiesti per l'ex deputato regionale Fausto Fagone, 19 anni è la richiesta per l'ex assessore e consigliere comunale di Ramacca Giuseppe Tomasello.

Processo Iblis, chiesti 355 anni di carcere per 23 imputati
Dal procedimento è stata stralciata la posizione dell'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, giudicato col rito abbreviato e per il quale la sentenza e' attesa domani.

 

 

 

 

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Cara di Mineo, rete antirazzista chiede procedure più veloci per lo status di rifugiato
Un centinaio di persone hanno preso parte ieri ad una manifestazione organizzata dai Cobas e dalla rete antirazzista contro il prolungamento dei tempi di attesa per gli immigrati ospiti del Cara di Mineo, che attualmente ospita circa 4000 persone.

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Cara di Mineo, rete antirazzista chiede procedure più veloci per lo status di rifugiato
La maggior parte degli ospiti del CARA sono in lista per l'ottenimento dello status di rifugiati anche se i tempi di attesa sono lunghissimi, le procedure burocratiche spesso si prolungano più del dovuto creando non pochi disagi all'interno del residence degli aranci. 

 

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Pd, Raciti eletto nuovo segretario regionale: bassa affluenza nei gazebo

Bassa la percentuale di votanti, iscritti o simpatizzanti, nei 500 gazebo allestiti dal Partito democratico nelle nove province per eleggere il segretario regionale. Fausto Raciti, 29 anni, deputato nazionale, candidato appoggiato da renziani e cuperliani, l’ha spuntata senza ballottaggio.

Lo ha deciso il 69,8% degli elettori del centrosinistra. Battuto l'uscente Giuseppe Lupo con uno scarto di quasi 30 punti percentuali (con il 33,2%). Antonella Monastra si ferma al 5,4%.

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Pd, Raciti eletto nuovo segretario regionale: bassa affluenza nei gazebo
Grande successo per il deputato e segretario nazionale dei Giovani Democratici, che ha vinto in sette province su nove (tra Caltanissetta, Catania, Enna, Trapani, Agrigento, Siracusa e Palermo). In ognuna Raciti ha collezionato più del 50% necessario per il successo finale. Ragusa e Messina, invece, hanno scelto Lupo. Numeri positivi per Raciti sono giunti tra Palermo ed i comuni della provincia, dove complessivamente il candidato di renziani, cuperliani e Megafono ha vinto con il 50,75%, rispetto al 40,24% di Lupo.

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Etna: l'eruzione non si arresta, la colata avanza lentamente nella valle del Bove
Tuttora in corso la moderata attività stromboliana al nuovo cratere di Sud-Est dell'Etna, dalle stesse due bocche eruttive all'interno del cratere che sono state attive negli ultimi giorni.

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Continua anche l'emissione di lava da una bocca effusiva all'interno della nicchia di distacco formatasi lo scorso 11 febbraio 2014, e dopo la diminuzione segnalata il 14 febbraio, nelle ultime ore il tasso d'emissione di lava è leggermente aumentato, alimentando un flusso che si espande per alcune centinaia di metri sul letto delle colate dei giorni precedenti, in direzione della Valle del Bove.

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Sparatoria ad Aciplatani, 34enne è stato ferito al piede e alla tibia
Sparatoria ad Aciplatani, 34enne è stato ferito al piede e alla tibia
Sparatoria ad Aciplatani, 34enne è stato ferito al piede e alla tibia
Un 34enne, D. D. M., è rimasto ferito in una sparatoria avvenuta ieri sera ad Aciplatani. L'uomo è stato centrato da due colpi di pistola a un piedi e a una tibia.

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Sparatoria ad Aciplatani, 34enne è stato ferito al piede e alla tibia
Soccorso è stato trasportato nell'ospedale di Acireale. Sul posto si sono recati carabinieri e polizia. Su dinamica e movente dell'accaduto indaga la squadra mobile

 

 

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Agguato a Camporondo etneo, un agricoltore è stato ferito al viso e al braccio
Un contadino di 60 anni, C. M., è stato ferito con due colpi di fucile al viso e all'avambraccio sinistro in un agguato avvenuto in un podere di sua proprietà in contrada Feudotto, a Camporondo etneo.

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Agguato a Camporondo etneo, un agricoltore è stato ferito al viso e al braccio
A sparare sarebbero stati due uomini. La vittima è riuscita a fuggire con la propria auto scappando verso casa. Dall'abitazione ha chiesto aiuto ed è stato soccorso da personale del 118 che l'ha trasferito nell'ospedale Garibadi centro dove è ricoverato con la prognosi riservata. Secondo i medici non è in pericolo di vita. Sull'episodio indagano i carabinieri del reparto operativo dei carabinieri di Catania.

 

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Noleggio auto con estorsione, sei arresti: in manette anche un ispettore di Polizia
C'è anche un poliziotto tra gli arrestati della scorsa notte per estorsione. Si tratterebbe dell’ispettore capo della Polizia di Stato A.M.G., in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della Questura di Catania. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania – Reparto Operativo, la scorsa notte, hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal  G.I.P. presso il Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica.

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Noleggio auto con estorsione, sei arresti: in manette anche un ispettore di Polizia

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi a carico di  Carmelo Lo Giudice, Denis Lo Giudice, Attilio Bellia, Carmelo Simone Tabita e Riccardo Pusillico. Gli arrestati sono chiamati a rispondere del reato di estorsione aggravata in concorso, commessa con l’utilizzo del c.d. “metodo mafioso”, vale a dire facendo leva sulla forza di intimidazione e sulla condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, oltre che del reato di lesioni personali.

Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania hanno preso l’avvio dalle denunce sporte da due privati che avevano preso a noleggio delle autovetture dalla ditta “S.M. Rent a Car (attività inserita in lista aziende che alimentano la mafia)” gestita dall’indagato G. e formalmente intestata al padre dello stesso.

Al termine del periodo di noleggio, il G. pretendeva il pagamento a titolo di corrispettivo di somme superiori rispetto a quelle originariamente pattuite e, dinanzi all’opposizione delle persone offese,  con il concorso degli altri indagati – due dei quali suoi dipendenti – con minacce e intimidazioni. Tra le minacce si ipotizza vi sia stata anche quella di fare arrestare ingiustamente le vittime, dopo aver fatto ritrovare della droga.

La misura cautelare si è resa necessaria per gli stretti legami di frequentazione del G. con personaggi del calibro di Carmelo Lo Giudice e Attilio Bellia,  intervenuti nel suo interesse. Il primo, in particolare, già detenuto in espiazione pena presso la Casa di Reclusione di San Cataldo, è lo zio paterno di  Sebastiano Lo Giudice, responsabile del clan mafioso “Cappello-Carateddi”, già colpito da provvedimento di fermo emesso dalla DDA di Catania nell’ambito della nota operazione “Revenge”, per i reati di cui agli artt.416 bis c.p., 74 DPR 309/90 e che in atto è detenuto al regime del 41 bis.

Secondo quanto risulta dalle investigazioni, il detenuto  Carmelo Lo Giudice avrebbe peraltro commesso i fatti per i quali è stata emessa a suo carico l'ordinanza di custodia cautelare eseguita la scorsa notte in occasione di un permesso premio della durata di tre giorni in forza del quale si trovava a Catania. Bellia, già condannato in via definitiva per il reato di associazione di stampo mafioso, armi ed evasione, quale appartenente al clan mafioso “Santapaola”, al momento in cui ha commesso i fatti che gli vengono oggi contestati era sottoposto per altra causa alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione. L’ispettore G. è chiamato a rispondere altresì di due episodi di accesso abusivo a sistema informatico, reato previsto dall’art.615 ter c.p. aggravato dall’aver agito con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti la funzione esercitata e su sistema informatico o telematico relativo all’ordine pubblico e alla sicurezza pubblica.

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Potrebbe esserci una donna tra gli assassini -non è dato sapere con esattezza se il plurale sia o meno giustificato- di Maria Grazia Velardi, uccisa il pomeriggio dello scorso 7 gennaio all'interno del cimitero di Catania. Tra gli indagati il figlio Fabio Matà ed altri due frequentatori del cimitero, come anticipato ieri da indiscrezioni di stampa.

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L'inserimento del mio assistito nel registro degli indagati -commenta l'avvocato Lipera - è un atto dovuto. Se tre persone che presumibilmente non hanno rapporti tra loro sono sospettate di omicidio, vuol dire che due sono innocenti ed uno solo con buona probabilità è il colpevole. Stiamo lavorando per provare la totale estraneità del figlio della Velardi, che in questo processo è insieme parte lesa e accusato, ed abbiamo chiesto la riesumazione del cadavere per eseguire ulteriori accertamenti".

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Dopo un primo esame delle ferite sulla schiena abbiamo ragione di credere che una donna abbia preso parte all'omicidio, come dimostrano le fotografie(vedi sopra) scattate ai graffi sulla pelle". Lo stesso Fabio Matà ha confermato ai giornalisti di non aver avuto rapporti con gli altri indagati, saltuariamente incontrati al cimitero in quanto frequentatori abituali dello stesso.

 

 

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2 milioni di euro vinti a San Cono piccolo centro in provincia di Catania, con un tagliando gratta e vinci del “Nuovo Mega Miliardario”.

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Il fortunato ha trovato il 43 nella rivendita di Angelo Milano, in prossimità del municipio, ed è stato è stato premiato con il primo premio massimo della nuova versione della lotteria istantanea.

Da inizio anno il gratta e vinci ha distribuito in tutta la Sicilia oltre 66 milioni di euro, e sono 5 i giocatori che si sono aggiudicati vincite massime. A gennaio la lotteria ha baciato Palermo e il centro di Catania, ora è toccato alla provincia, esattamente la zona del calatino.

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Ha deciso di togliersi la vita per motivi sentimentali, proprio alla vigilia di San Valentino. Protagonista del gesto un uomo di 60 anni, che si è impiccato con una corda a un lampadario della sua abitazione a Macchia di Giarre.

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San Valentino, tragica vigilia: uomo si uccide per amore
L'uomo, depresso da tempo per motivi sentimentali, avrebbe lasciato una lettera per spiegare il motivo del suicidio. Il corpo è stato trovato da vigili del fuoco che hanno forzato l'ingresso su segnalazione dei carabinieri.

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Incidente stradale a Ragalna, auto contro un albero: due morti

La  morte è giunta dopo l'una di notte, inaspettata, fredda, devastante, sulla strada provinciale 160 tra Ragalna e Santa Maria di Licodia. Due persone hanno perso la vita, un altra ferita, è stata portata all'ospedale di Paternò.

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Incidente stradale a Ragalna, auto contro un albero: due morti
Ricostruendo la dinamica, un'Audi, per cause ancora da accertare, si sarebbe schiantata contro un albero. Le vittime, che viaggiavano a bordo, sono due uomini, rispettivamente di 44 e 37 anni. Il ferito invece, stando alle generalità comunicate, ha l'età di 32 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i Vigili del Fuoco di Paternò.

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Omicidio al cimitero, tre indagati: il figlio e due conoscenti della donna
Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Maria Concetta Velardi, la vedova di 59 anni assassinata con colpi di pietra il 7 gennaio scorso nel cimitero di Catania.

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Omicidio al cimitero, tre indagati: il figlio e due conoscenti della donna
Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Maria Concetta Velardi, la vedova di 59 anni assassinata con colpi di pietra il 7 gennaio scorso nel cimitero di Catania.

Omicidio al cimitero, tre indagati: il figlio e due conoscenti della donna

Gli indagati sarebbero il figlio della vittima  il sottufficiale della marina militare Fabio Mata', e altre due uomini, un giovane e un anziano, che conoscevano la donna e che nel giorno del delitto sarebbero stati in zona.

Il provvedimento sarebbe stato notificato due settimane fa, per permettere alla polizia scientifica di Palermo di eseguire accertamenti e rilievi che potrebbero essere utili alle indagini, ma al momento non sarebbero emersi dati significativi.

 

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Etna, emissione cenere: riaperto Fontanarossa
Considerato il comunicato dell'Ingv di non significativa emissione di cenere in atmosfera da parte del vulcano Etna, pervenuto alle ore 08.22 locali, l'unità di crisi indetta dall'Enac alle ore 07.15 ha disposto l'immediata riapertura dello spazio aereo della Sicilia orientale.

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