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San Cristoforo, arrestata "casalinga" con armi e 13 chili di marijuana
San Cristoforo, arrestata "casalinga" con armi e 13 chili di marijuana
Tredici chili di marijuana, un fucile e una pistola "custoditi" da una casalinga di 51 anni nella sua abitazione a San Cristoforo. E' quanto scoperto dai carabinieri nell'ambito di un servizio di controllo sul territorio.

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San Cristoforo, arrestata "casalinga" con armi e 13 chili di marijuana
La donna, arrestata, deve rispondere di detenzione di arma clandestina e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La droga era confezionata in panetti da un chilo ed era stata conservata all'interno di due borsoni. Trovati e sequestrati anche 500 euro, denaro ritenuto provento di spaccio. 

 

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Corso delle Province, tentano di rapinare gioielleria: tre arresti
Corso delle Province, tentano di rapinare gioielleria: tre arresti
I “Lupi” del  Reparto Operativo di Catania hanno fermato tre uomini, tutti catanesi, ritenuti responsabili di tentata rapina aggravata in concorso.

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Questo dimostra come gli episodi criminali siano in leggera crescita, seguendo comuqnue il trend nazionale, ma Catania resta una città sicura. E' forte infatti la presenza delle forze dell'ordine e pronta e veloce la reazione a rapine, furti ed in generale per tutto ciò che riguarda il reparto prevenzione crimine.

Corso delle Province, tentano di rapinare gioielleria: tre arresti
Le indagini immediate svolte dall’Arma, attraverso la ricostruzione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza,  sono riuscite a dare un volto e una identità ai tre malviventi.

Per quanto riguarda l'ultimo episodio avvenuto ieri come accennato sopra I riscontri, le perquisizioni eseguite e le testimonianze raccolte hanno completato il quadro investigativo conclusosi ieri sera con il fermo dei tre nel popolare rione di Picanello. In corso accurate verifiche per accertare se i tre individui abbiano messo a segno altri colpi.

 

 

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Usura e estorsione, operazione "Money Lender": arrestato latitante
Salvatore Lo Miglio, di 53 anni, era riuscito a sfuggire all'arresto martedì scorso a Catania durante l'operazione contro l'impero del cibo della famiglia Bosco, è stato arrestato da agenti della squadra mobile del capoluogo etneo.

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Usura e estorsione, operazione "Money Lender": arrestato latitante
L'uomo è stato posto ai domiciliari. Durante l'operazione gli agenti eseguirono un' ordinanza applicativa di misure cautelari e reali nei confronti di 27 indagati, tra i quali numerosi componenti della famiglia Bosco, nota a Catania perchè titolari di una catena di supermercati e di società di catering, ipotizzando i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all'usura ed estorsione.

 
 
 

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Riapre oggi la parte ovest della rotatoria del Tondo Gioeni. Annuncio che è stato comunicato dall'assessore Rosario D’Agata, dopo la completazione dei lavori sui cordoli, che sono stati allungati in alcune parti.

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Tondo Gioeni, pronta la parte ovest della rotatoria: oggi apertura
“Abbiamo studiato i flussi di traffico – ha spiegato D’Agata – abbiamo capito che una buona parte degli automobilisti si sono adattati rapidamente alla nuova configurazione stradale, in ogni modo la polizia municipale continuerà a restare presente per garantire un corretto ritorno alla normalità.

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Gli orchi del web, bimbi di 10 mesi torturati e bruciati: indaga la polizia postale etnea

Bambini di 10 mesi violentati e torturati, bruciati con il fuoco o torturati con la cera bollente. Questo è quello che sta emergendo da alcuni filmati trovati sulla rete, in quello che viene definito il lato oscuoro della rete, e denunciati dall'Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto al Compartimento Sicilia Orientale della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania.

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E' stata la stessa associazione a rendere noto il tutto, dichiarando come sia "che filmati di una tale gravità vengono da noi trovati sul web" e che i suoi volontari hanno potuto assistere a scene di "donne con il volto coperto da maschere di carnevale intente a violentare e molestare i piccoli, di bambine legate, bruciate con cera bollente e affogate con la testa nel water ed atti sessuale e di libidine di estrema gravità".

 

Gli orchi del web, bimbi di 10 mesi torturati e bruciati: indaga la polizia postale etnea
"Continueremo a segnalare tutto questo - ha ribadito il prete - anche se siamo rimasti senza un soldo e non abbiamo piu' autonomia, malgrado le promesse della politica. Quanto abbiamo visto ha superato ogni nostra immaginazione. Solo la collaborazione internazionale puo' riuscire a sconfiggere questo crimine".

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Dopo il figlio la procura ha indagato anche una coppia Rumena nel misterioso delitto avvenuto al cimitero di cui abbiamo gia' parlato. Sulla morte di Maria Concetta Velardi quindi, si apre un nuovo capitolo di indagine, sono una coppia di 36 anni lui e 35 anni lei.

cimitero

In precedenza era stato il figlio della vittima, il sott'ufficiale della marina Matà ad essere stato indagato.

Anche altri due uomini che conoscevano la donna, due frequentatori del cimitero, un anziano e un giovane, risultano iscritti nel registro degli indagati.

La procura afferma che si è però lontani da accuse dirette, nel frattempo l'avvocato della famiglia della vittima ha aperto un inchiesta privata parallela, con la collaborazione di criminologi, di un investigatore privato e dell'ex generale dei carabinieri del Ris Luciano Garofaro.

Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal sostituto Giuseppe Sturiale.

Delitto al cimitero, tra gli indagati anche una coppia di romeni

Delitto al cimitero, tra gli indagati anche una coppia di romeni
Delitto al cimitero, tra gli indagati anche una coppia di romendue uomini, un giovane e un anziano che conoscevano la donna sale così a cinque il registro dei sospettabili, con l'inclusione nel registro degli indagati.

 

 

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Una giornata piena per il presidente della Repubblica, già dal mattino sarà infatti impèegnato in tour delle principali istituzioni Etnee. Comune, Chiesa, Università, Prefettura, e persino una gita in zona industriale. Ci sono anche proteste da Catania bene comune e Movimento 5 stelle al grido di «no all’austerity».

napolitano

 

Aggiornamenti

Catania per Napolitano s è rifatta il look, ma la città "precaria" chiede interventi
Napolitano arriva a Catania. Ad aspettarlo, però, non ci sono solo le nuove aiuole piantate per l'occasione, gli alberi di mandarini, la segnaletica stradale rinnovata, le palme e le bandierine tricolore. C'è anche la Catania vera, fatta di lavoratori che hanno perso la loro dignità per quello che poi è un diritto: il lavoro.

Catania per Napolitano s è rifatta il look, ma la città "precaria" chiede interventi
Il presidente Napolitano decide di non prendere la parola durante l'incontro al Comune, in una Sala degli specchi gremita di persone illustri e istituzioni. C'era anche Serena Cacciola, la studentessa di 16 anni del III Liceo scientifico di Linguaglossa, autrice di una delle lettere che il capo dello Stato ha letto nel suo discorso di fine anno il 31 dicembre. Senza discorso quindi. Quel poco tempo a disposizione l'ha impiegato a stringere le mani alla gente che lo accoglie in piazza Duomo, ai 500 bambini delle scuole catanesi, a quella signora che gli regala un fiore da portare alla Santa patrona della città.

Catania per Napolitano s è rifatta il look, ma la città "precaria" chiede interventi
Catania per Napolitano s è rifatta il look, ma la città "precaria" chiede interventi

Ed è lì, in mezzo alla folla che lo attende davanti alla Cattedrale che il presidente rompe il silenzio. "L'importante è che non si chieda solo attenzione alle istituzioni nazionali  - dichiara il presidente Napolitano ai giornalisti che lo attendevano - ma si dimostri capacità di iniziativa.  Catania è una città vivace, che si muove e ha voglia di reagire. Ad esempio con quanto firmato prima, ovvero con la nascita del distretto industriale Sud-est".

 

E, a pochi metri dal Municipio di Catania, in piazza Università ci sono un centinaio di lavoratori della Micron che hanno allestito un presidio silenzioso per manifestare il proprio disagio in vista di un futuro quanto mai incerto. Ai 419 dipendenti della multinazionale che si occupa di semiconduttori, che ha previsto un piano di esuberi nelle proprie sedi italiane, sono arrivati infatti gli avvisi di mobilità, 128 dei quali nel sito di Catania. Ciascuno dei manifestanti ha esibito un cartello con la scritta "Esubero Micron" e striscioni con la scritta "Ridateci il futuro", e "Micron da eccellenze a eccedenze".

Catania per Napolitano s è rifatta il look, ma la città "precaria" chiede interventi

Il consigliere per gli Affari interni del Quirinale, prefetto Giulio Cazzella, delegato dal Presidente della Repubblica ha ricevuto i lavoratori della Micron che stanno scioperando per protestare contro i licenziamenti ritenuti ingiustificati. Nel corso dell'incontro, i lavoratori hanno consegnato al Prefetto Cazzella la lettera della Rsu Micron di Catania indirizzata al Capo dello Stato. La Rsu era assente perche' impegnata a Roma presso il MiSE, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Uglm, Fim, Fiom e Uilm, per un'altra riunione con l'azienda.

Anche all'Università non mancano le manifestazioni di protesta. Un gruppo composto da una trentina di studenti ha allestito un presidio davanti all'ingresso dell'Università di Catania, dove alle 16 è arrivato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per prendere parte alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Ateneo etneo. Gli studenti hanno esibito alcuni striscioni e scandito slogan contro il capo dello Stato e la politica dell'austerity.

Giorgio Napolitano, al termine della cerimonia di inaugurazione del 579mo anno accademico dell'Università di Catania, si è recato in visita alla St Microelectronic, nello stabilimento della zona industriale. Il Capo dello Stato è stato accolto da un lungo applauso

 

 

Dal Comune all’Università, passando per le visite a Sant’Agata e allo stabilimento della St Microelectronics. Sarà una giornata interamente dedicata a Catania, invitato in città all’indomani dell’elezione del sindaco Enzo Bianco dal neo primo cittadino. E che giungerà in un momento particolarmente caldo della politica nazionale: il primo giorno del Governo di Matteo Renzi.

Per l’anziano presidente non sarà una passeggiata: «No Napolitano, no austerity» è lo slogan scelto dagli esponenti di Catania Bene Comune, ma anche del Movimento 5 stelle, contro la visita del capo dello Stato a Catania. Animeranno un corteo di protesta che partirà da piazza Roma alle 9Alle 10, in una città blindata, Napolitano inizierà la sua visita ufficiale a Palazzo degli Elefanti. Subito dopo una probabile (e preannunciata) visita al busto reliquiario della Santa patrona in cattedrale, Napolitano dovrebbe recarsi in Prefettura. Lì, nel palazzo del Governo, i lavoratori precari Micron hanno preannunciato la consegna di una lettera. Giusto il tempo, per il presidente, di recarsi alle 16 al monastero dei Benedettini, tirato a lucido per l’occasione. Nel pomeriggio, infine, intorno alle 17.30, la visita allo stabilimento del colosso italo-francese dei semiconduttori alla zona industriale.

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Da tempo il sospetto che la maggior parte della grossa imprenditoria Catanese sia in verità implicata in affari poco chiari si è fatta spazio negli ambienti investigativi e giornalistici e probabilmente, da tempo è risaputo dall'opinione pubblica, stavolta è toccato alla famiglia Bosco nota a Catania perché titolari di una catena di supermercati e di catering, sono tra i destinatari di un'ordinanza applicativa di misure cautelari e reali eseguita dalla squadra mobile. Sono 27 gli indagati, a vario titolo, dalla Procura per associazione per delinquere, usura e estorsione. Durante una serie di perquisizioni la polizia avrebbe sequestrato, complessivamente, alcune centinaia di migliaia di euro in contanti. 

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Un anno fà era stato arrestato il figlio di Giuseppe Bosco, figlio di di Bosco Antonino e di Aurichella Prospera, Bosco Antonino è il titolare dei supermercati Bosco.

Fù il collaboratore di giustizia D'Acquino Gaetano, che riferisce ai magistrati: << Bosco Giuseppe è persona alla quale hanno sparato, colpendolo a una gamba, il 26 agosto 2008: vende droga per conto di Turi Amato, è figlio di un tale Nino, cognato di Aurichella. Il padre Bosco, è uno dei maggiori usurai di Catania, è titolare dei punti vendita omonimi>>.

Questa la lista delle attività, inserite nella sezione Aziende da rispettare del progetto Mafia del portale raccontiamocatania.it appartenenti alla famiglia Bosco:

1) "Nuovo Supermercato" sito a Catania in via Orto dei Limoni;
2) "Bosco 3" a Catania in via Oliveto Scammacca 29/A;
3) Bosco catering, a Catania in piazza Abramo Lincoln;
4) Capricci di Bosco, a Catania in via Oliveto Scammacca 16/F-G;
5) Scuderia Bosco, a Catania in via Oliveto Scammacca 29;
6) Scuderia Fuoco dell'Etna, a Catania in via Orto dei Limoni 40;
7) Supermercato Umberto, a Catania in via Umberto 303/A-B-C-D-E.

 

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Due anni e 6 mesi di reclusione, pena sospesa. Questa la sentenza arrivata dopo la richiesta di patteggiamento, del Gup Giuliana Sammartino sull'ex docente di Economia politica all'università di Catania, Elio Rossitto, per tentata concussione e violenza sessuale. Il prof nell'ottobre del 2009 era stato denunciato da studentesse di avere chiesto prestazioni sessuali in cambio del superamento dell'esame. Rossitto ha proposto un risarcimento di 5mila euro ciascuno per le 5 parti offese, due hanno accettato. Le altre ragazze stanno valutando se accettare o agire in sede civile.

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Sabato pomeriggio in un incidente stradale in via Falcone Borsellino a Grammichele, in provincia di Catania, ha perso la vita Anthony Arena giovane centauro di 23 anni.

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Incidente stradale a Grammichele, motociclista si scontra contro un'auto e muore

Era una Kavasaki la moto su cui s itrovava il ragazzo che si è poi scontrata con un auto che veniva in direzione opposta. Sul posto sono intervenuti i Vigili urbani, un’ambulanza del 118 e l’elisoccorso.

All’arrivo dei soccorsi il giovane era già morto.

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La Dia di Catania ha confiscato beni per oltre 2 milioni di euro ritenuti riconducibili a Antonino Stellario Strano, 60 anni. L'uomo, che sta scontando in carcere una condanna di primo grado a 13 anni e 4 mesi, è indicato come elemento di spicco della cosca Pillera-Cappello.

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Il provvedimento riguarda beni sequestrati l'8 febbraio del 2014: due società edili, la Rapisarda costruzioni e la Tecnocem, 4 immobili, 12 rapporti bancari e un'auto di grossa cilindrata.

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Continuano le incursioni all'interno dei locali Catanesi della task force voluta dal questore SalvatoreLongo, così anche ieri sono scattati i controlli stavolta orientati nello specifico al mondo della ristorazione.

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Nuovo blitz nei ristoranti catanesi, nel mirino anche i locali di San Giovanni Li Cuti

Nel corso del servizio sono stati dapprima controllati due ristoranti di San Giovanni Li Cuti.
Questi i locali controllati e gli accertamenti effettuati:

RistorantePititto”: sono stati sequestrati circa 30 kg di tonno rosso sprovvisto delle dichiarazioni relative alla tracciabilità e sono state contestate al titolare alcune modifiche strutturali dei locali della cucina, nonché la mancanza dei requisiti urbanistici della veranda “a vetri”utilizzata per ospitare gli avventori. E’ stata altresì contestata l’occupazione abusiva del suolo pubblico in relazione ad una piattaforma di legno posta sulla pubblica via, al di sopra della quale erano disposti tavoli e sedie. Per le sopradette infrazioni venivano irrogate sanzioni amministrative per un ammontare di circa 10.000.00 euro. Veniva infine riscontrata la presenza di 2 lavoratori in posizione irregolare. Nessuna irregolarità per quanto riguarda la tenuta degli alimenti e gli aspetti igienico-sanitari.

 
Ristorante-Bar-Pizzeria “Nero Licuti”: venivano accertate e contestate l’occupazione abusiva del suolo pubblico, nonché alcune modifiche strutturali del locale non autorizzate. Per quanto sopra sono state irrogate sanzioni amministrative per la somma di circa 1.500.00 euro. Nessuna irregolarità per quanto riguarda la tenuta degli alimenti e gli aspetti igienico-sanitari.

 

Nuovo blitz nei ristoranti catanesi, nel mirino anche i locali di San Giovanni Li Cuti
Nuovo blitz nei ristoranti catanesi, nel mirino anche i locali di San Giovanni Li Cuti
Nuovo blitz nei ristoranti catanesi, nel mirino anche i locali di San Giovanni Li Cuti
I controlli poi sono stati estesi alla pizzeria "Gisira" , sita nell’omonima via, ove veniva  contestato al titolare per rilievi nella somministrazione di prodotti surgelati. Si accertava altresì l’esistenza di alcune modifiche strutturali del locale non autorizzate. Veniva inoltre interdetto l’accesso alla sala sita al piano primo: quest’ultima, infatti, pur dovendo costituire un locale di sgombero, di fatto presentava tavoli e sedie sistemati per accogliere gli avventori, nonché un angolo bar non autorizzato con all’interno una cella frigorifera. Per le sopradette violazioni sono state contestate al titolare sanzioni amministrative per circa 3.000.00 euro. Gli operatori dell’Inail accertavano la presenza di 2 lavoratori non regolarmente assunti. Nessuna irregolarità per quanto riguarda la tenuta degli alimenti e gli aspetti igienico-sanitari.

 

Nuovo blitz nei ristoranti catanesi, nel mirino anche i locali di San Giovanni Li Cuti
Infine, in piazza Sciuti, vicino alla fiera, veniva scoperto e chiuso un deposito abusivo di pesce, all’interno del quale sono stati rinvenuti circa 30 kg di triglie e crostacei privi di tracciabilità che venivano pertanto posti sotto sequestro. Per quanto sopra, veniva comminata una sanzione amministrativa di circa 5.000.00 euro. Si accertava inoltre la presenza di un lavoratore non regolarmente assunto.


Nella stessa  p.zza Sciuti veniva poi chiusa una rivendita abusiva di frutti di mare denominata “da Nitto e figli”, per mancanza delle prescritte autorizzazioni. Per quanto sopra veniva irrogata una sanzione amministrativa di circa 3.000.00 euro.

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E' nata nel dipartimento di Emergenza dell'ospedale Garibaldi di Catania la figlia di una eritrea di 29 anni, entrata ieri in coma, che era alla 33esima settimana di gravidanza. La donna era ospite del Cara di Mineo.

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La bambina è stata chiamata Antonella Agata, è nata con un intervento chirurgico di taglio cesareo e pesa 2,5 chili. E' ricoverata nel reparto di Neonatologia. E' il quarto caso del genere che si registra nella Rianimazione del Garibaldi diretto dal dottor Sergio Pintaudi.

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Il Gup di Catania ha condannato a sei anni e otto mesi di reclusione l'ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, concorso esterno all'associazione mafiosa. Lo ha assolto dal reato di voto di scambio. Il giudice Marina Rizza ha anche rinviato a giudizio suo fratello Angelo Lombardo, ex deputato nazionale del Mpa.

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La sentenza è stata letta dal Gup Marina Rizza che ha disposto anche un anno di libertà vigilata all'ex governatore, a conclusione del processo col rito abbreviato. I pubblici ministeri avevano chiesto una condanna piu' pesante pr l'ex presidente, 10 anni. Rinviato a giudizio anche il fratello Angelo Lombardo, ex deputato nazionale del Movimento per l'autonomia, per concorso esterno all'associazione e voto di scambio, fissando la prima udienza del processo per il prossimo 4 giugno.

Per Lombardo che afferma: "Me l'aspettavo, è l'epilogo naturale del primo grado di giudizio" la condanna pare essere insomma una specie di automatismo insito nel sistema giudiziario che in primo grado condanna tutti.

In realtà pesanti e importanti sono le prove a carico dell' ormai ex governatore, intercettazioni ambientali, collegamento ed indagini ccuratissime che hanno inchiodato il politico alle proprie responsabilità.

Recentemente è stato pubblicato un articolo sul processo Iblis, dove si parlava tra gli altri anche del boss Di Dio che spesso parlava, apertamente, di come potesse controllare il politico grazie ai voti che riusciva a procurare dal calatino, luogo in cui esercitava il suo controllo malavitoso.

Si chiude con questa sentenza l'ennesima e dolorosa pagina della politica Siciliana.

Luca Conti

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E’ prevista per oggi la sentenza del processo per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio all’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo che si celebra col rito abbreviato condizionato. Questa mattina in aula, è attesa la replica finale del prof. Guido Ziccone davanti al Gup Marina Rizza. Subito dopo il giudice si ritirerà in camera di consiglio. Sempre oggi, si deciderà anche la posizione del fratello dell’ex governatore Angelo,  imputato per gli stessi reati, che ha seguito la via ordinaria. Su di lui e’ pendente una richiesta di rinvio a giudizio. Le due decisioni, sentenza e ordinanza, dovranno essere emesse in contemporanea dal Gup Marina Rizza, che altrimenti diventerebbe incompatibile per avere espresso gia’ un giudizio. Sempre oggi, è giornata di sciopero per i penalisti, sembra certo comunque che i legali dell’ex governatore Raffaele Lombardo non aderiranno.

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