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Nella seconda metà del XVII secolo si verificarono l’eruzione del 1669 ed il catastrofico terremoto del 1693 che distrusse quasi del tutto la città risparmiando solo l’abside della cattedrale, il castello ursino e poche abitazioni. L’Opera di ricostruzione fu realizzata seguendo criteri urbanistici di evidente razionalità, secondo il piano regolatore ideato da Giuseppe Lanza, Duca di Canastra, che prevedeva “rette e larghe vie” intervallate da piazze facilmente raggiungibili dalla popolazione in caso di sisima. Nacquero così la via Uzeda (attuale via etnea), e la via Lanza (oggi via di san giuliano). Alla ricostruzione di Catania parteciparono architetti della statura Giovan Battista Vaccarini (nominato architetto della città nel 1730), Girolamo Palazzotto e Antonino Battaglia.

 

Incamminandoci da Via Dusmet, passiamo attraverso la porta Uzeda (costruita nel 1695 in onore del viceré Spagnolo Paceco de Uzeda, artefice della ricostruzione di Catania).

Arriviamo in piazza Duomo, vero trionfo del barocco.
Alla immediata sinistra si può osservare Il Palazzo dei Chierici (costruito nei primi del settecento dall’architetto Alonzo di Benedetto).

Di fronte, il Palazzo del Municipio (palazzo degli elefanti), opera del Vaccarini (1741) con lesene a bugnato e finestre balconate, che ospita all'interno le splendide carrozze del senato e l' altorilievo con l' immagine di Sant' Agata.

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