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Sono passati oltre diciassette secoli, eppure, quando si parla di Sant'Agata è come se il tempo si fosse fermato, tanto è ancora vivo il ricordo di questa giovinetta, non ancora quindicenne, che seppe, con grandissimo coraggio, contrastare e ribattere l'allora governatore di Catania Quinziano.

Nel corso della storia diverse furono le vicissitudini alle quali fu sottoposto il Corpo di S. Agata; seppellito con tutti gli onori nel 251, perché in un primo momento l'imperatore Gallo si era mostrato molto tollerante verso i Cristiani, dovette essere nascosto nel 257 a causa di una nuova persecuzione. Nel 260, con la libertà che concesse l'imperatore Gallieno, esso poté essere di nuovo esposto per la venerazione dei fedeli.

 

Nel 303, in seguito all'Editto di Diocleziano, fu di nuovo nascosto, per ritornare con tutti gli onori, nel 313, nel tempietto di S. Maria di Betlemme.A cavallo del quarto e quinto secolo (non si conosce la data esatta), il corpo di S. Agata venne trasferito nella nuova chiesa di S. Agata La Vetere.Nel 1040 fu trafugato da Maniace e portato a Costantinopoli.

Nel 1126 fu accolto nel nuovo Duomo che nel 1040 il Conte Ruggero aveva fatto costruire per Lei. Durante la seconda guerra mondiale fu nascosto a Fleri.Per riportarlo in città, senza essere scoperti, Gilberto e Goselmo, dovettero smembrare il corpo e questo diede luogo a qualche smarrimento.Oggi non tutto il corpo d S. Agata si conserva a Catania; alcune piccole reliquie sono sparse in diverse città del mondo.

A Catania si conservano: il capo, la mano destra, il piede destro, una mammella, vari pezzi di, altre membra, visceri disseccati, il torace ed il Velo; questi nella Cattedrale, mentre altre chiese diocesane hanno ottenuto, in varie epoche, alcune piccole reliquie.A Cremona si conserva una parte dell'omero e la tavoletta evangelica con la scritta; M.S.S.H.D.E.P.L.

A Palermo, nella Cappella Regia,l'ulna e il radio di un braccio. A Messina, nel Monastero del SS. Salvatore, un osso del braccio. Anche all'estero ai trovano piccole reliquie: a Palencia, ad Oviedo ed a Barcellona, in Spagna; a Cambrai, ad Hanan ed a Breau Preau, in Francia; A Thienen, a Laar  ad Anversa, in Belgio. Inoltre a Praga, in Cecoslovacchia; a Colonia, in Germania, ed in Lussemburgo.

Sin dal 252 la festa di S. Agata fu caratterizzata da una certa rumorosità che fu paragonata all'anima dei catanesi. Essa fu abbastanza famosa anche molto lontano dalla città. Scarse notizie si hanno fino all'anno 1000, poi invece se ne parla in diversi documenti.Si parla di una celebre fiera che durava sedici giorni, di corse di cavalli, di spari e scampanii assordanti, di uomini vestiti di bianco che con i piedi nudi trascinavano il Fercolo per le vie della città, di addobbi e di luminarie.Da ricordare anche i trentadue cerei oggi ridotti ad undici, che addobbati sfarzosamente dalle  singole corporazioni ,accompagnavano il Fercolo durante la processione, che nel corso dei secoli ha subito parecchie modifiche, soprattutto negli ultimi  anni tralasciando però i punti caratteristici o “Viste”.

Ci sarebbe ancora tanto di cui parlare, ma non vorrei dilungarmi troppo; voglio sola dire che subito dopo il Martirio, S. Agata fu eletta Protettrice della città e Lei, già l'anno successivo alla sua morte, le dimostrò tutto il suo amore salvandola dalla distruttiva eruzione del 252, e tanto bastò perchè la fantasia popolare, vedesse in questi due colossi, l'uno del Cielo, l'altro della Terra, la continua lotta tra il bene ed il male, che portò a dire: “Quando l'Etna freme, S. Agata la doma ”. 

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