inchiestabanner

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Palagonia, paese in provincia di Catania, riscopre con dolcezza e commozione i suoi angeli, ed il grande tributo di sangue pagato alla negligenza di Regione e Provincia.

angeli

 

 

Palagonia è un paese che negli anni ha pagato un grosso tributo di sangue, soprattutto di giovani, a causa degli incidenti stradali.

A volte un incidente è solo un incidente e nessuno ne ha colpa, ma nella maggior parte dei casi le colpe potrebbero essere individuate nella elevata pericolosità di strade e svincoli (come la Catania - Gela) che attorniano il paese.

Un impressionante numero di vittime che da un pò di tempo in paese vengono ricordate in una originale pagina chiamata Angeli Palagonesi, fatta da cittadini del posto, che ha causato un ondata di commozione in paese.

Decine e decine di foto scorrono sulla bacheca della pagina ritraendo le molte vittime che purtroppo costellano la tragica storia di questo paese.

Sotto le foto i post di quanti ricordano le persone nelle foto riaccendono i ricordi e persone che " mancano " da moltissimo tempo e che sembravano dimenticate adesso rivivono grazie a questa bellissima pagina che ha indicato una possibile via alternativa all'utilizzo del famoso social network spesso utilizzato per iniziare sterili polemiche o per insultarsi.

 

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E' stato condannato a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa l'ex sindaco di Palagonia.

faustofagone

 

 

 

Alla fine la condanna è arrivata, 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per essere stato il referente di cosa nostra a Palagonia proprio negli anni in cui i cittadini del piccolo ed operoso paese della provincia Catanese gli avevano dato fiducia consegnandogli le chiavi della città unitamente alla poltrona di primo cittadino.

Anni di indagini da parte della magistratura, anni di lotte politiche quando in tempi non sospetti persone e politici come l'attuale Sindaco di Palagonia Valerio Marletta dicevano che nella classe politica e dirigente del paese c'èra qualcosa che non quadrava.

Nel contesto del processo Iblis sono arrivate condanne per un totale di 300 anni di carcere.

Una sentenza di primo grado che vedrà sicuramente la vita degli altri gradi di giudizio ma che da subito, gia' in fase dibattimentale, poteva contare su una costruzione logica forte e supportata da prove.

Interessante e a tratti elefantiaca infatti negli anni l'attività di indagine che ha portato i pm Antonino Fanara e Agata Santonocito aiutati dalle varie forze di polizia a raccogliere centinaia di prove, intercettazioni ambientali, fotografie, racconti di testimoni, che alla fine, uniti insieme, hanno mostrato un quadro inquietante e " cattivo ".

Per anni politici, imprenditori e mafiosi hanno collaborato insieme per tenere sotto scacco il territorio, in paesi come palagonia il risultato finale di tutto ciò è stato il degrado sociale ed economico del paese.

Oggi con questa sentenza e con al comune un primo cittadino che da sempre ha combattuto contro il fenomeno mafioso a Palagonia, una grande vittoria per la popolazione si è compiuta.

Raccogliendo i cocci del proprio paese i Palagonesi hanno ricevuto giustizia, e adesso, possono cominciare a sperare in un futuro diverso che sia da monito a quanti vogliono fare della cosa pubblica, una cosa nostra.

Luca Conti - Raccontiamo Catania Network

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E' arrivata come una doccia fredda la " scomunica " del PD al consigliere comunale Antonino Murgo letta direttamente in consiglio comunale: Per la sezione locale del PD di Palagonia guidata dal neo segretario Vincenzo Di Silvestro il consigliere (oggi PD, un tempo Alleanza Nazionale) era da tempo poco collaborativo con il partito.

Il Consigliere Murgo, in primo piano con il sindaco di Palagonia Valerio Marletta

Palagonia-Vescovo-al-Comune

 

Non caos come è stato detto ma pulizie di primavera in casa PD a Palagonia, dove la rinnovata leadership del partito si è dimostrata capace di una forza inaspettata.

Dopo " l'affronto " al presidente della regione Rosario Crocetta lasciato fuori dalla porta della sezione locale del PD  durante una visita ufficiale a Palagonia, il giovane neo segretario Vincenzo Di Silvestro sta dimostrando una notevole energia.

Il consigliere espulso da tempo era notoriamente distante dalle posizioni del partito ma certamente, data la sua esperienza ultra decennale nella politica locale non si aspettava di essere " silurato " in pompa magna da un segretario che ha probabilmente sottovalutato.

Vincenzo Di Silvestro, eliminata la vecchia guardia del PD Palagonese e scalata la vetta del partito ha portato una ventata di aria fresca all'interno del PD Palagonese, Antonino Murgo, consigliere navigato con la propensione al cambio di bandiera e militante in passato con partiti come alleanza nazionale ha subito gli effetti di scopa e paletta rimamendo di fatto basito di fronte alla comunicazione.

Un lancio spettacolare avvenuto in consiglio con una comunicazione breve ma freddissima, il consigliere viene letto, non rappresenta piu' il partito democratico.

Il consigliere è adesso trasmigrato nel gruppo misto non potendo piu' essere capogruppo del partito democratico.

 

 

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Quella pessima abitudine di danzare sulle disgrazie degli altri, ma stavolta siamo alle favole...

giovanevalerio

Il comune di Palagonia, governato attualmente dal giovane sindaco Valerio Marletta è al dissesto. La storia, purtroppo, la conosciamo tutti, oltre 20 anni di scellerato governo da parte di personaggi politici di dubbio spessore "legale" dovevano alla fine dare i propri frutti, nonostante gli sforzi fatti dall'attuale sindaco che ha finalmente portato una ventata di legalità in un paese martoriato dagli abusi non c'è stato purtroppo molto da fare, ma come si può pensare di risolvere in una manciata di mesi una voragine costruita con malefica determinazione in oltre due decenni?

Ci sono i soggiorni allo Sheraton Hotel di Catania del " grande " Salvino Fagone, i viaggi negli states per "promuovere le arancie" dell'erede Fausto, il figlio che ha governato dopo il padre, c'è tutto questo e molto di piu' in questo enorme buco economico che grava sul comune di Palagonia.

Le arance, negli states non ci sono andate, e a nulla sono serviti gli sforzi "vacanzieri" dell'ex sindaco Fausto Fagone, adesso indagato per mafia, purtroppo, per salvare il paese dall'inevitabile dissesto. A raccogliere i cocci del paese, l'attuale sindaco, che una gestione dell' ente finalmente trasparente e modesta sta cercando di risanare la situazione.

Oggi però mi imbatto in un piccolo portale che sembrerebbe produrre news, Sicilia Journal, in verità sono solamente sproloqui ai danni degli avversari politici conditi con stupidi insulti e informazioni distorte, ne leggiamo alcune parti in merito al dissesto Palagonese:

" La “spending review” fatta in casa, spicciola e di facile attuazione, sulle spalle di quattro famiglie piombate dall’oggi al domani nella disperazione. "

Il passo di questo vangelo dei poveri, si riferisce al licenziamento di alcuni lavoratori irregolari che erano stati stabilizzati a tempo indeterminato in passato dalle precedenti amministrazioni in odor di mafia.

Come spiega lo stesso sindaco, " L’amministrazione comunale di Palagonia ha adottato delle delibere di annullamento in autotutela di atti amministrativi “illegittimi” o addirittura “irregolari”. Tutto è scaturito dall’ispezione del Mef avvenuta dal 10 al 30 luglio 2012. L’ispettore ministeriale ha evidenziato decine di irregolarità, tra le quali la stabilizzazione a tempo indeterminato di quattro unità lavorative nel 2007/2008. Quattrocento pagine di relazione che mettono a nudo una gestione della cosa pubblica non rispettosa delle normative contabili degli enti locali. "

Questo è solamente uno dei tanti falsi passaggi dell'articolo, deliberatamente volti a danneggiare l'immagine di un sindaco che nonostante tutto ha chiaramente dimostrato una certa onestà che è sicuramente una novità in paese, a livello politico.

In questo portale amiamo scrivere in base a quello che pensiamo e cerchiamo di essere per quanto possa essere umanamente possibile obbiettivi e collegati alla realtà dei fatti ed è facile scorrere le pagine di raccontiamocatania.it per scoprire che le critiche a questa amministrazione non sono certo mancate da parte nostra quando abbiamo pensato che fosse giusto farlo.

Ma è doveroso di fronte a situazioni in cui una persona, in questo caso il sindaco Marletta, non ha alcuna responsabilità evitare di costruire delle accuse palesemente false che lette da una persona poco informata possono anche suonare credibili.

Proliferano in Italia ormai senza alcun ritegno i mezzi di informazione politicamente non liberi ed incapaci di produrre giudizi sinceri al servizio del cittadino.

Tenete a mente questo nome, Sicily Journal, il portale che deve scrivere per conto degli interessi di qualcuno e mai al servizio della verità.

 

 

 

 

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Con il comune sempre piu' in rotta verso il dissesto, abbiamo pensato di fare chiarezza su questo strumento a disposizione degli enti pubblici per capire insieme di cosa si tratta, scoprendo che in fondo il dissesto è utile, sia per l'ente che per i creditori.

Cominciamo col dire che: " L’art. 244 del testo Unico 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio. "

money scale

 

Non è quindi un capriccio del sindaco chiedere il dissesto ma uno strumento che deve essere attivato quando la situazione debitoria del comune non consente piu' allo stesso di poter far fronte ai problemi quotidiani e alle normali spese di mantenimento.

Gli oneri pregressi sono estrapolati dal bilancio comunale e passati alla gestione straordinaria, un apposito organo creato dal presidente della repubblica si incarica delle insolvenze attraverso la redazione di un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione che h creato il deficit.

In questa fase il consiglio comunale con il suo presidente eletto inizia una nuova vita finanziaria.

Avviene il blocco delle azioni esecutive e degli interessi sul debito.

A questo va anche detto si associa un regime fiscale massimo per il contribuente e il licenziamento dei dipendenti comunali in esubero (la legge ne permette uno ogni 93 abitanti).

E' quindi necessario a volte ma triste che si arrivi al dissesto, è ovvio che è il risultato di una cattiva amministrazione. A chi dare la colpa? Nel caso di Palagonia, il sindaco Valerio Marletta si sta dovendo confrontare con una situazione pregressa davvero imbarazzante per l'ente, scoperchiato il vaso di pandora si è potuto adesso finalmente constatare l'entità del danno causato dalla dinastia Fagone in primis e poi da tutti gli altri scellerati amministratori che si sono succeduti.

Ogni cittadino si prenderà la responsabilità anche personale di aver scelto per anni dei palesi delinquenti al governo del paese, imparando una sana lezione, un favore anche personale purtroppo, viene poi pagato da tutta la cittadinanza.

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Sembra il testo della canzone di Caparezza: "mio marito tornava a casa distrutto la sera" , quello che Monica Tabarrani, moglie dell'ex sindaco di Palagonia Fausto Fagone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e protagonista del famoso bacio con il boss Rosario Di Dio nell'Agip della Catania Gela si ripete ogni sera come un mantra, quasi a convincersene, e che dice in giro per il web e per la vita reale tentando di difendere a spada tratta il marito, che descrive come un uomo tutto d'un pezzo, che non ha mai commesso nessun errore.

faustofagone

Non voglio soffermarmi sui fatti giudiziari, ancora in corso, e su tutte quelle vicende che raccontano la storia di questo paese, Palagonia, vittima purtroppo di una storia di scellerate amministrazioni comunali.

Voglio porre l'accento su un fenomeno secondo me tutto Italiano e Siciliano molto, che racchiude in se quella cultura che poi sboccia in tante altre cose ma che secondo me è proprio l'humus, il terriccio insipido su cui si poggia la struttura mentale che prepara la gente ad accettare, subire le organizzazioni malavitose.

Quello strenuo ed ottuso difendere un proprio parente anche se è evidente che abbia sbagliato, la mogliettina dedita al focolare domestico ed alla cura della prole non disubbidisce mai al marito padrone neanche quando questo tiene in piedi le fila di una famiglia mafiosa, neanche come quando, in questo caso, amministra un comune di 17 mila anime baciando ed incontrandosi con persone che per mestiere ammazzano altre persone.

Mi pare di essere catapultato in una puntata dei Soprano, la famosa serie tv che andava sulla fox con Gandolfini, la moglie di Tony (il boss) criticava il marito in privato ma lo difendeva a spada tratta in pubblico, "mio marito", diceva, è una persona onesta, un buon padre di famiglia.

Torna anche questa tiritera di solito, come una poesia imparata a scuola, " il buon padre di famiglia", come se essere un buon padre sia automaticamente motivo che permette di commettere qualsiasi reato o assumere qualsiasi comportamento.

Questo articolo nasce dall'esigenza di tenere sempre alta la bandiera della legalità in Sicilia, contro chi denigra e offende chiunque nomini la parola Mafia sempre seguita dalla parola merda. Per chi i mafiosi non li bacia ma li ignora, li combatte e li critica, in nome di tutte queste persone ho dovuto rispondere dopo aver subito l'attacco della Tabarrani su Facebook, dove, come colpa personale c'è sempre quella di dire liberamente quello che in un paese civilizzato non sarebbe necessario neanche dire.

Restituisca la signora la dignità ai cittadini Palagonesi che suo marito tolse loro quando si prostrò di fronte al male assoluto, a colui che come tanti altri ha seminato il sangue e l'ignoranza, a quel boss noto come Rosario Di Dio che dalla sua stazione di servizio, ancora operativa, come un ombra si insinuava nella vita pubblica del nostro paese grazie a chi lo permetteva. 

Rispondo a Monica dalle pagine del mio " giornalino " come lo ha chiamato lei stessa, adirata forse dal fatto che in questo giornalino non si sono mai fatti sconti su nessuno, non ci sono amici degli amici qui da rispettare, ed è veramente liberatorio poter rispondere a cuore aperto, con faccia pulita, dicendo quello che si pensa senza dover renderne conto a nessuno.

Se solo carissima tu potessi respirare a pieni polmoni il profumo della libertà, ne rimarresti affascinata e capiresti perchè tanta gente preferisce morire libera piuttosto che vivere da schiava.

Ti dico una cosa, non ho dubbi che tuo marito sia un buon padre di famiglia, ma se tu invece vuoi essere una buona madre, devi insegnare ai tuoi figli che la difesa ad ogni costo non va bene, il rispetto della legge, della giustizia, che baciare i mafiosi è sbagliato, che la mafia non è una barzelletta, mafia significa morte e disperazione per questa terra.

Il resto è aria fritta. 

Un caro saluto, Luca Conti