inchiestabanner

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Doveva essere la primavera Palagonese quella che lo scorso maggio, con una ventata di aria nuova, ha portato al comune di Palagonia dopo anni di sindaci discussi, indagati e discutibili, chi per incompetenza chi in odor di mafia (vedi Fausto Fagone) un giovane ragazzo dalle belle speranze, Valerio Marletta, 32 anni, esponente di rifondazione comunista.

Come sempre, i media locali, spinti dalla voglia di scrivere un articolo piuttosto che da una vera, sana e obbiettiva volontà di fare informazione, gridano al miracolo, urlano che in Sicilia le cose iniziano a cambiare, che da Palagonia si apre uno spiraglio di modernità che potrebbe dilagare in tutta la regione.

Questo succedeva lo scorso maggio, al momento in cui scrivo sono trascorsi 9 mesi dall' insediamento.

Sono seduto proprio a Palagonia, alla bambinopoli, una villetta posta in una delle arterie principali del paese, vicino un chioschetto storico appartenente ad una famiglia che ha molto appoggiato il neo sindaco nelle ultime elezioni.

Do un paio di spinte a mio figlio sull'altalena e osservo il mio paese, che non vedo ormai molto spesso, e tento di capire i possibili cambiamenti che questa nuova amministrazione possa aver portato, di scovare con lo sguardo le tracce e gli indizi di una possibile rivoluzione, o almeno, di sentire anche solo vagamente il profumo di quella che hanno chiamato primavera Palagonese.

Sento delle voci, dei rumori, e sopra di me verso l'altura su cui poggia il livello piu' alto di questa villa comunale adibita a parco giochi per bambini, noto un bel pò di ragazzi, all'inizio non capisco cosa succede ma poi, i movimenti, gli sguardi furtivi, le occhiate veloci ed il via vai di scooter che si fermano e poi vanno via velocemente, mi fanno capire un pò meglio, stanno spacciando droga.

Proprio li, dentro la villa comunale dove mio figlio dovrebbe giocare serenamente.

Li guardo seccato, sono un pò tentato, vorrei chiamare i carabinieri e dire loro perchè permettete una simile cosa dentro un paese, in pieno centro? Che diavolo ci sta a fare una tenenza in un paese con poco piu' di 17.000 abitanti?

Mi concentro su mio figlio, lo metto sullo scivolo, e noto una cosa agghiacciante...una grossa punta di ferro, arrugginita, parte della giostra ormai vecchia e logora, spunta fuori dalla struttura e se mio figlio dovesse anche solo toccarla, penso che dovrei di corsa portarlo da un medico, se invece dovesse urtare contro di essa con forza potrebbe spaccarsi la testa o Dio sa cosa.

Primavera Palagonese...cambiamento...rivoluzione...

Ma non capisco dove e come questa rivoluzione sociale si sia sviluppata, eppure un pò di tempo prima su facebook, avevo letto i commenti estasiati di una mamma sostenitrice del sindaco che esultava per le nuove giostre montate alla bambinopoli, bho chissà, forse non ha notato quello che ho notato io...o forse ha perso l'obbiettività e la capacità di essere realista.

Me ne vado disgustato, nel mio paese osservo con rammarico non è cambiato nulla, forse è per questo che ogni giorno sento nascere e montare una opposizione sempre piu' aggressiva e rumorosa, siamo alle solite, è come se queste zone del Calatino, questo entroterra che si trova a ridosso della piana di Catania non voglia e non possa cambiare, anche i giovani ragionano come i vecchi e se il potere logora e corrompe la mente di chi lo abbraccia, la gente è stanca (?) di queste cose.

Tento di svelare questo mistero, questo enigma, come mai un giovane apparentemente sincero ai tempi delle promesse elettorali una volta divenuto sindaco non ha dato il via a quei cambiamenti di cui aveva tanto parlato?

l'Unica cosa che mi viene in mente, l'unica cosa che penso possa avere una spiegazione è che dietro di lui ci sia comunque la presenza di altri, che ci sono sempre stati, le eminenze grige che in ogni comune della Sicilia sono sempre imperturbabilmente presenti.

Oppure la spiegzione, la risposta, è che c'è la buona fede ma che permane l'ignoranza, l'incapacità che ormai molti hanno sviluppato di pretendere una vita sociale normale, priva di delinquenza, quella accettazione della illegalità che anche chi viene chiamato ad amministrare alla fine a volte possiede.

Fatto sta che non vorrei intristire nessuno, ma almeno dalle mie parti non c'è stata nessuna primavera, l'inverno che dura da troppo tempo è ancora li e non cessa di essere.

Il sindaco del mio paese appartiene a rifondazione comunista e già questo spegne in te ogni entusiamo, perchè non credo pu' che i rappresentanti di questi partiti ormai smessi e logori possano capire veramente parole come: Legalità, vita civile, protezione e sicurezza del cittadino, bene comune, comunità, forse è questo il vero problema, la nostra classe politica cresciuta e maturata (a suo modo) dentro i recinti dei partiti non è piu' in grado di esprimere la vita democratica di un paese del terzo millennio.

Mi rendo conto che ancora una volta i miei compaesani sono stati traditi nelle loro spettative e sono stati zittitti con i soliti contentini, una aiuola qua, un pannello fotovoltaico la, tanto per dare una facciata di cambiamento ma nessuna voglia o capacità di modificare la sostanza del marcio che corrode la comunità, nessuna volontà di combattere la delinquenza che da sempre la tiene in ostaggio, la minaccia, la degrada e la violenta questa comunità.

Ho scelto di raccontare questa storia perchè si potrebbe fare copia e incolla di questo articolo cambiando il nome del sindaco e del paese e riportarlo per chissà quanti altri paesi in Sicilia, per raccontare una storia triste che però va raccontata, non dobbiamo mai stancarci di raccontarla, affinchè i protagonisti arrivino a vergognarsene, affinchè la tolleranza nei loro confronti diminuisca fino a scomparire.

Ultimamente vengo a sapere di fatti tristi, mi raccontano che un cittadino è stato aggredito proprio dal sindaco a causa delle reciproche diversità politiche, i netturbini in scipero perchè privi da mesi di stipendi, i diritti negati ai lavoratori del comune come al legittimo comandante dei vigili urbani che il comune si ostina a non insediare nonostante le numerose sentenze della magistratura, e tante altre cose che ho deciso di approfondire in questo reportage aperto, perchè il diritto e il dovere di ogni cittadino ad informarsi e informare, è uno dei diritti piu' belli sanciti dalla nostra costituzione.

Luca Conti