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Lungomare liberato ma forse non ancora abbastanza, aggrediti ciclisti e membri dell'associazione lungomare liberato da un gruppo di commercianti della zona tra cui paninari e delinquenti comuni in una città ormai ostaggio della criminalità.

Rissa-Lungomare

 

E' arrivato il momento della resa dei conti a Catania, ecco cosa leggo tra le righe di incidenti apparentemente scollegati tra loro come la rissa tra i commercianti del lungomare e i sostenitori del lungomare liberato (iniziativa che prevede la pedonalizzazione del lungomare di Catania per un certo numero di volte al mese), la resa dei conti tra due culture diverse, una tesa alla modernizzazione ed al rispetto verso l'ambiente che ospita la città e gli altri cittadini e l'altra invece, tesa al guadagno personale, alla speculazione, all' accumulo insensato e degradante di beni materiali dove il proprio interesse è sopra a tutto, persino al di sopra della dignità personale o del rispetto verso l'altro e la spinta vitale di questi individui si esaurisce li, nei soldi che riescono a guadagnare alle spalle della propria città.

E' successo con i commercianti della zona di corso delle provincie in rivolta contro il comune per una modifica al traffico viario della zona che rende piu' facile il flusso del traffico ma danneggia, secondo loro, le entrate dei negozi della zona e adesso ieri, sul lungomare, dove sempre i commercianti atteggiandosi a padroni del lungomare, come se avere un camion dei panini in una strada ti desse il diritto di deciderne le sorti hanno aggredito vigliaccamente e senza alcuna giustificazione un gruppo di pacifici ragazzi che con le bici si godevano quello che ogni città Europea riesce a garantire senza alcuna fatica ai suoi cittadini, un pò di mare, di aria fresca e un pezzo di città in cui si può guidare una bici senza rischiare la vita.

Ma c'è un altra Catania, una Catania purtroppo rappresentata ampiamete anche al comune da un amministrazione che appare complice e succube allo stesso tempo di quest'ultima, una Catania fatta di criminali abituali, persone vicine alle cosche mafiose ormai infiltrate da decenni negli ambienti politici ed economici, dappertutto, una Catania che tiene in ostaggio gli onesti cittadini e che con la violenza, la prevaricazione e la minaccia pensa solo a se stessa in un circolo vizioso di guadagni e monotonia, una vita vuota, imposta al resto della cittadinanza " di supicchiria " come si dice da noi, di mafia.

E sale, veloce e altissima, la rabbia quando guardando le immagini riproposte sotto si notano i vigili urbani incapaci di svolgere il piu' elementare dei loro doveri, quello di garantire la sicurezza del cittadino, il dovere di meritare di potere indossare una divisa che ti rende rappresentante dello stato e non servo di un accozzaglia di violenti che picchiano la gente e che sporcano il vivere civile di una Catania che viceversa c'è, con il cuore e con l'anima, è quella la vera Catania, sono quei ragazzi in bici, sono loro e non gli altri delinquenti del video l'anima di questa città.

Ma dov'è il sindaco? dove gli assessori, ricchi di poltrone e guadagni, che ogni giorno si vantano del loro operato come se fossero delle attrici vanitose, come l'assessore Licandro tanto contento del suo lavoro "culturale" e così poco attento ed efficiente di fronte ad una città in cui il marcio ha corroso tutto e la cultura è solo un tristissimo, malinconico ricordo.

 

 

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