inchiestabanner

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Mi odieranno per quest'articolo i titolari di B&B e Hotel Siciliani, ma occorre smetterla di truffare i turisti attirandoli in Sicilia.

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l'Idea per quest'articolo mi è venuta leggendo un altra notizia, oggi, mentre cercavo informazioni fresche dall' isola l'occhio mi cade con rabbia su questo titolo: " Sicilia, incendio a Cavagrande del Cassibile. Distrutta la riserva naturale con i suoi laghetti."

Forse il fatto è legato alla vergognosa usanza del personale della forestale di incendiare in estate boschi e quant' altro per ricattare la regione? O forse è per via della discarica che da tempo i soliti balordi che governano l'isola vogliono impiantare al posto di un paradiso terrestre? Non lo so e non mi interessa, perchè questo articolo non è un inchiesta giornalistica e nemmeno un articolo di denuncia, è uno sfogo, un urlo se volete, sincero e che dice basta all'ipocrisia, ma stavolta l'urlo non è indirizzato ai miei compatrioti Siculi no, è un urlo disperato ai turisti, e dice loro: " Non buttate i vostri soldi in Sicilia, andate dove sono piu' attrezzati e civili, l'etna e il mare non bastano, il turismo richieda accoglienza ed educazione".

I Siciliani sono così abituati a pensare che le loro disgrazie siano attribuibili a qualcun altro che hanno dimenticato l'arte dell'autocritica.

Spiagge piene di sigarette spente, cicche gettate via dappertutto e non dalla mafia, dal governo corrotto o da chi sa chi, ma da loro, i Siciliani che sembrano così contenti di sdraiarsi su un tappeto di cenere e cicche e che hanno dimenticato che un Tedesco o un Olandese invece non hanno quest'abitudine, proprio non la possiedono, quindi non è giusto farlo venire qui in vacanza.

Pubblicità ingannevole dunque nei siti di turismo e nei portali dedicati se non si specifica che le spiagge sono piene di immondizia e che arrivati in città a darvi il benvenuto saranno i parcheggiatori abusivi.

Non aggiungo altro, non è una polemica che voglio innestare, non è sapere se ho torto o ragione che mi interessa, l'ho detto sopra, è un urlo, ed è indirizzato a loro, ai turisti, state attenti! Tornate quando saremo piu' maturi per ospitarvi.

l.c. 

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La prova del DNA, che collega ignoto 1 a Giuseppe Bossetti è il centro dell'indagine e dell'arresto del presunto Killer, adesso Bossetti sembrerebbe voler dare una spiegazione alla presenza del suo dna.

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E' la prova regina e così viene chiamata negli ambienti giudiziari, perchè la comparazione del dna quando risulta positiva non è cosa da poco e negare l'evidenza della scienza non è possibile, da qui il nome, la prova regina, si sposa completamente con il concetto di prova nel diritto positivo, è razionale, sicura, certa.

E nasce da qui quella che potrebbe diventare una svolta nelle indagini dell'assassinio della giovane Yara, nelle dichiarazioni del presunto killer che per bocca del suo avvocato avrebbe dichiarato di avere una spiegazione per la presenza del suo dna negli slip della ragazza.

Per adesso la spiegazione rimane un mistero, ma è evidente che se di una strategia difensiva si trattasse si cerca ovviamente con furbizia, di attaccare l'unica parte attaccabile del solido piano accusatorio, al cuore dell'indagine, alla prova regina.

Fornire una spiegazione altervativa alla presenza del dna significherebbe superare questo grave ostacolo ma non spiegherebbe come mai, un uomo che avrebbe avuto un incontro con una ragazzina uccisa e cercata per mesi non ne avrebbe fatto parola con la polizia.

Gli indizi su Bossetti sono corposi, il dna lo piazza direttamente sul luogo del delitto, lui si professa ancora innocente, sono previste svolte nei prossimi giorni.

 

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Prostituzione a Catania da bollino rosso, invase le strade, commercianti a disagio, un uomo denunciato per atti osceni, il punto della situazione. Tutte le Foto.

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E' diventato un fenomeno diffuso a Catania, quello della prostituzione, consumata soprattutto per strada nelle zone di viale Africa e del lungo mare, ma di notte, anche uscendo da Catania dal porto.

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Gli orari vanno dalle 22.30 circa di sera e per tutta la notte questa parte esterna di Catania ma che in verità è pieno centro si riempe di un numero impressionante di Prostitute. Ed è proprio al porto che l'altra sera un ragazzo, è stato denunciato mentre faceva sesso con una prostituta, mentre attorno alla macchina si era creato un gruppetto di curiosi intenti a guardare, e sono stati proprio loro ad attirare le forze dell' ordine.

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Spesso sono straniere, Rumene o comunque ragazze dell'est Europa, camminano a gruppi di tre o quattro ragazze, o da sole, molte volte sono nude o quasi, alcune ragazze sono state fotografate mentre indossavano dell'intimo solamente. I commercianti delle zone coinvolte, denunciano una situazione divenuta ormai insostenibile, tollerata dall'amministrazione nonostante i controlli delle forze dell'ordine comunque non sufficienti.

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Molte sono delle professioniste che fanno questo lavoro da anni, ma ultimamente, indagini della polizia hanno portato all'arresto anche di ragazze costrette in totale schiavitù a prostituirsi in queste zone. Sono soprattutto Rumene, spesso in coppia, organizzate con orari precisi e luoghi sempre uguali lungo le arterie come Viale Africa, costrette con la forza a " lavorare " tutta la notte fino ad arrivare a Corso Sicilia, praticamente quasi dentro il centro della città.

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Carcere duro per Speziale, il delinquente Ultras responsabile della morte dell' ispettore capo di polizia Filippo Raciti.

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 Alcuni giorni l'apparizione in Tv di 'Genny 'a carogna' avrebbe insultato un secondino. Il Dap ha disposto il trasferimento da Agigento al Pagliarelli di Palermo e la detenzione in regime di 14bis. Il suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, "sciverà al ministro della Giustizia per protestare e presenterà ricorso alla Corte d'appello di Palermo".

E' questo il trafiletto ANSA che si legge sul giovane Speziale, ed ho subito pensato che si tratti di una giusta misura nei confronti di un soggetto che ha causato così tanto dolore nella società tramite le sue azioni violente ed ingiustificate.

Ma la cosa che in  tutta questa vicenda mi lascia veramente perplesso è la condotta dell' Avvocato Lipera che difende Speziale.

Sembra che l'avvocato stia portando avanti una causa per la difesa dei diritti umani come se ad aver subito un grave danno sia stato proprio il suo assistito e non un operatore di polizia che adesso si trova a doversi confrontare con problemi ben piu' gravi del 14 bis come la sua stessa morte.

Che cosa spinga un legale a fare il suo lavoro fino in fondo senza mai consigliare ai propri assistiti prudenza ed accettazione della pena io non lo capirò mai visto che ho sempre pensato che il ruolo di un avvocato difensore non debba essere quello di usare tutte le cartucec legali a sua disposizione per salvare una persona dal giudice cattivo che vuole condannarla ma che forse, e dico forse, dovrebbe essere quello di garantire la giusta difesa di un assistito spingendosi fin dove le verità processuali emerse consentono di arrivare.

Hai fatto una gran brutta cosa, e ti è andata fin troppo bene, adesso cerca di sopportare da uomo la pena che ne deriva e fatti sentire esclusivamente se hai qualche problema particolare che non rientra nel normale svolgimento della tua vicenda, è questo che direi io in veste di avvocato al mio assistito.

La pena deve anche avere un effetto rieducativo, la persona, rinchiusa tra le mura delle patrie galere deve avere il tempo di riflettere sul proprio operato e da questa riflessione, con l'aiuto dell'autorità penitenziaria, trarne dei principi da cui ripartire come membro " rieducato " della società.

Certo questo appare essere difficile, se non impossibile, se il tuo stesso avvocato che è un ingranaggio di quel sistema giudiziario che dovrebbe aiutarti, supportarti e in fine rieducarti ti fa sentire come se fossi una specie di piccolo eroe che ne sta subendo di tutti i colori.

Giustizia, è questo che a volte la società civile domanda e cerca di ottenere, ed è su questa parola che tutti gli operatori dovrebbero convergere per tentare di dare una risposta che passo dopo passo dia un senso positivo (in tutti i sensi) alla nostra società.

L.C.

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Mi meraviglio di come alcuni portali o giornali, parlino degli ultras che generano violenza e una distorta visione dello sport come se fossero eroi ricolmi di pasisone.

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«Metti passione in quello che scrivi, ti chiedo solo questo». Comincia così l'articolo, a mio parere ridicolo, che il giornale on line CTZEN dedica a Michele Spampinato, uno dei tanti " esaltati " diffidati dalla giustizia a recarsi all' interno di uno stadio a causa della mancanza di senso di sportività di queste persone.

Spampinato sta infatti scontando un DAPSO che scadrà a marzo 2015 .

Vedo che in mala fede, qualche autore, tenta di collegare i balordi da stadio alle proteste contro la disoccupazione, ma quando in un portale come Raccontiamo Catania parlammo di sfruttamento degli artisti per il 1 maggio portali come CTZEN, politicizzati a sinistra, neanche toccarono l'argomento visto che l'assessore " responsabile " dello sfruttamento era di rifondazione comunista.

Si preferisce dipingere questi capo popolo del calcio, sparpagliati in tutta Italia, rappresentanti di una cultura degradata e violenta che si nasconde dietro il nobile (non per loro) esercizio dello sport come dei paladini della giustizia sociale, dei novelli eroi Don Chishotte che al galoppo della loro ignoranza conquistano le folle.

Sappiamo bene poi cosa accade, quando a pagarne le conseguenze sono i buoni padri di famiglia, come Raciti, ucciso dalla violenza e dall'ignoranza di un giovanatto con qualche chilo di troppo abituato a ragionare non si sa con cosa ma non con la testa.

Speriamo, che in futuro, si dedichi spazio ai veri problemi sociali, e si lasci il ragazzo esaltato che va a fare " bordello " allo stadio ai margini, delle notizie, anzi, che lo si escluda proprio.

 

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Era stato apostrofato come un " miserabile " e " fascista " dall'assessore di rifondazione Licandro e diffamato e insultato da persone vicine a lui...

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Una sfilza di messaggi di minacce sul suo Facebook: " Vedrai cosa facciamo ai fascistelli come te, che toccano i compagni " questo il risultato di una campagna diffamatoria volta a trasformare uno dei nostri autori in un " fascista" solo perchè ha osato scrivere un articolo sullo sfruttamento degli artisti durante la festa del primo maggio a Catania, in cui accusava apertamente sindacati, assessore e operatori del comune di chiedere la beneficienza ai lavoratori ma di non rinunciarvi loro.

Il Fatto

l' Uno maggio usciva quest'articolo che sarebbe diventato altamente virale:

Articolo Clicca Qui

Subito dopo l'articolo, Licandro (assessore al comune di Catania, giunta Bianco) commentava l'articolo apostrofando l'autore del medesimo come un miserabile a cui non valeva la pena di rispondere, contemporaneamente a tutto ciò, iniziava una campagna diffamatoria che nasceva da un sostenitore molto vicino all'assessore, che mostrava in giro una copia di una discussione in chat dove l'autore del nostro articoli, molto tempo prima dello stesso, lo avrebbe minacciato di " andarlo a prendere a casa. "

In verità, le frasi sono uno stralcio di una banale discussione avuta tra i due, molto piu' ampia, da cui il sedicente attivista pseudo politico avrebbe preso in prestito poche frasi montate ad hoc per fare apparire l'autore un violento.

Scatta la persecuzione

La parola d'ordine quindi diventa: " caccia al fascista di turno ", chiunque non la pensi in maniera allineata, chiunque esprima giudizi che possono danneggiare l'immagine politica dei " compagni " viene tacciato di fascismo e messo alla gogna, davanti ad una platea di ragazzini inferociti ormai imboccati con odio e pregiudizio.

A nulla serve far notare che l'autore in questione non ha affatto reputazione da fascista e che scrivere contro la sfruttamento dei lavoratori non è " cosa da fascisti", ormai le orde di automi sono addestrati all'odio senza alcuna possibilità di confronto.

Le minacce

Le minacce arrivano fin da Salerno, e sono per lo piu' messaggi senza alcuna valenza o sostanza, scritte da ragazzotti inseriti nei circoli dei centri sociali e dei grppuscoli che nulla hanno a che fare, con la sinistra seria intesa come parte politica degna di considerazione.

Sono molti però e provenienti da molte città, sintomo che un lavoro di demonizzazione è stato compiuto, il giornalista non allineato è stato iscritto all'albo dei fascisti.

Appello all'assessore Licandro affinchè punisca e limiti i suoi uomini, o si dimetta.

Nasce spontaneo l'appello all' assessore Orazio Licandro, esprima a chiare lettere la sua indignazione verso un simile arcaico comportamento anti democratico oppure si dimetta, perchè la sua carica istituzionale non è compatibile con il comportamento della sua parte poltica.

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E' arrivata al porto di Catania in questi giorni la nave militare con a bordo migranti vivi e morti, nello stesso momento leva gli ormeggi una nave da crociera, piena di vita, due mondi che non possono piu' continuare a coesistere.

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Due mondi opposti che si incontrano, si toccano per un breve istante sfiorandosi la mano e si allontanano, guardandosi a distanza con reciproco sospetto, paura, diffidenza.

La nave dei morti, dei disadattati, di quelli che non possono stare al di qua del confine el benessere e della vita, con i loro figli, i loro parenti ed amici, ed i loro morti, la loro vita insomma, tutta insieme chiusa in un metro per un metro (se va bene).

Trasportati come bestiame salvato dal mare, con un futuro incerto e tanto dolore dentro.

Dall'altro lato, in attesa di solcare il mare verso " nuove avventure " tutte sfavillanti di colore, la nave da crociera con i cittadini di serie A, noi, gli occidentali, quelli che alla fine hanno vinto tutto ed hanno sbancato, e adesso se la godono nonostante la crisi, i problemi micro e macro economici e le nostre raffinate lotte per il potere.

Al porto di Catania in questi giorni mai queste due realtà diametralmente opposte e così diverse sono state così vicine, molto vicine, perchè mentre arrivava la fregata della marina Italiana che aveva raccolto morti e superstiti dell'ultimo terribile naufragio partiva, anzi si spostava per farli passare, la nave da crociera con a bordo il suo carico di gente in festa.

Un emblema, un simbolo, di un mondo diviso a metà, tra chi è condannato ad essere un povero senza diritti e chi invece ha per diritto di nascita lo status di cittadino del mondo privilegiato.

Chi per viaggiare deve chiedere lo status di rifugiato in un altro paese, chi è ben accolto invece nei porti di ogni contrad di questa terra.

Solo una riflessione, nessun finale a questo articolo, uno spunto per riflettere.

 

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All'alba del 25 aprile mentre la maggior parte degli Italiani si accingeva a festeggiare la liberazione, Daniele Sparti, accusato di reati connessi agli stupefacienti e detenuto nel carcere di Via Foscolo a Giarre è morto, da solo, mentre la macchina a cui era legato e che gli dava ossigeno era fuori uso.

prigionemorto

 

 

 

 

Daniele Sparti era gravemente malato e riusciva a sopravvivere grazie all'ossigeno terapia ma secondo " l'osservatorio permanente sulle morti in carcere "  nelle prime ore del mattino l'ossigeno si era esaurito, da solo, in una sezione del carcere con 90 detenuti controllata da una sola guardia carceraria e incapacitato a chiedere aiuto Daniele non c'è l'ha fatta, mentre il sole che spuntava dalla sua piccola finestra preannunciava una bella giornata in cui tutta Italia si sarebbe tuffata per festeggiare la liberazione l'ennesima vittima della politica Italiana chiudeva i suoi occhi, lasciandosi alle spalle tutto, la sua vita, i suoi amici, le sue piccole cose che costruivano la sua vita dentro quell'inferno all'Italiana.

Arresto cardiocircolatorio, un inchiesta aperta dalla procura di Catania al momento senza indagati, una mera formalità.

Sa bene la procura in fondo che ad essere indagata dovrebbe essere un intera classe politica senza alcuna distinzione di colore e simbolo, questa gente senza vergogna che ha governato l'Italia fino ad oggi, questi parassiti della società, erano a malapena tollerabili quando non facevano vittime.

Quando grazie alla loro imperizia ed assoluta incapacità amministrativa morivano in "pochi" si fa per dire, un magistrato qui un giornalista li, lasciati soli a lottare contro orde di mafiosi organizzati.

Ma oggi muoiono tutti, muoiono i Daniele nelle stanze buie e senza speranza di carceri troppo affollate, muoiono chissà quanti Michele, Giovanni, Carmelo.

Nelle retrovie dello stato, tra i substrati di una società dimenticata, dove la testa "puzza" ed il resto del corpo sociale non può che puzzare.

Morire senza ossigeno è un agonia lenta, un graduale annebbiarsi, una dolce e tremenda presa di coscienza di ciò che accade, un dolore sordo alla fine, una paura che acceca tutto, un colore nero che invade prepotente la visuale e mortifica i sensi. Mentre i nostri politici passeggiavano tra le passerelle del momento, facendosi vedere in questo o in quel teatrino, la libertà, la democrazia, quei valori scritti in quella famosa carta che è la nostra costituzione, cessavano di essere reali, e tornavano ad essere solo dei sogni, delle chimere, rendendo vana quella liberazione.

Chi non è Daniele?

SCARICA IL DOSSIER COMPLETO SULLE CARCERI  ITALIANE

 

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Una grande operazione di contrasto alla pedofilia parte dalla procura di Catania e arriva in tutta Italia, ma come proteggere i nostri figli?

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Fanno rabbia le immagini che ogni tanto trapelano dalle varie associazioni che lottano contro la pedofilia dei video che vengono trovati su internet sugli abusi ai minori, spesso conditi da torture e nei casi piu' gravi da vere e proprie mutilazioni.

Ogni tanto arrivano anche buone notizie, come una goccia nel mare dell'infamante pedofilia, come la vasta operazione della procura distrettuale di Catania che oggi ha disposto numerose perquisizioni in varie città d'Italia eseguite dalla polizia postale (sempre in prima linea in contrasto al fenomeno).

25 persone indagate per divulgazione di materiale pedo-pornografico su internet, tra Messina, Prato, Napoli.

A Messina, un pensionato di 64 anni è stato arrestato,  a Prato un impiegato di 41 anni; a Napoli un operaio di anni 44 anni. 

Nei loro computer i video, scaricati tramite e-mule, e rimessi in circolazione in un mercato dello scambio con altri depravati.

Malattia? Disagio? Scelleratezza? Cosa può portare un uomo ad infrangere questo patto così importante con la società in cui vive come quello di proteggere i piccoli, come può un uomo essere recuperato socialmente quando è preda di questi comportamenti?

Ma guardando i video, mi sono domandato chi fossero i piccoli sfortunati protagonisti, dove vengono girati questi video? da chi? 

Per capire il fenomeno dobbiamo capire un dato molto allarmante preso dritto dritto da Telefono Azzurro, per scoprire che in base alle consulenze effettuate da telefono azzurro nel biennio 2012/2013 solo l'8% dei casi di abuso su minori riguardava persone estranee, il resto degli abusanti erano padri, mamme, nonni, fratelli e sorelle.

Ecco la cosa che fa paura del fenomeno, che quei video in verità, li hanno girati i papà e le mamme, ecco il vero problema che non si vuole affrontare.

Ecco perchè è difficile proteggere il bambino, perchè bisognerebbe proteggerlo dai propri cari, dai propri parenti.

La famiglia, che nell'immaginario collettivo rappresenta la culla di sicurezza per ogni essere umano è in verità il luogo dove si consumano la maggior parte degli abusi.

Un unico consiglio quindi, rimandandovi alle numerose trattazioni presenti su internet per tutto il resto, via i prosciutti dagli occhi e per difendere i vostri bambini dai pedofili dovete non fidarvi di nessuno, tenere gli occhi aperti, anche quando il bambino va con il nonno o il fratello, dovete sempre considerare, per quanto strano o sbagliato vi possa sembrare l'ipotesi che un membro della vostra famiglia possa essere in realtà, un orco.

Fare attenzione ai segni di disagio che può avere un bambino allora, fare domande dirette ed abituare il minore a poter parlare di tutto con voi, e se dovessero emergere racconti e particolari che colpiscono un vostro parente, fosse anche vostro padre, mai rimproverare il minore o farlo sentire " sbagliato ", scoltatelo con interesse, e se c'è ne sono i motivi, rivolgetevi alle autorità.

 

 

 

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Era andata via da Bisacquino Michela Nicolosi, nel Palermitano, per aiutare la sua famiglia e diventare indipendente. A New York aveva trovato lavoro alla Triangle Shirtwaist Company che produceva camicette. Lì la giovane 23enne è morta insieme ad altre 145 persone – per lo più operaie – nell’incendio del 1911 ricordato nel giorno della festa della donna. Fiamme che hanno bruciato sogni, speranze e ricordi, come racconta nella sua ultima scheggia Elio Camilleri, docente in pensione e scrittore etneo.

vero8marzo

 

Da Bisacquino per La Merica non partivano solo personaggi come don Vito Cascio Ferro, ma anche tanta gente umile, disperata, affamata alla ricerca di un po’ di fortuna.

Michela Nicolosi aveva 19 anni quando lasciò il paese, trattenendo negli occhi e nella mente il ricordo della piazzetta, dei vicoli e della chiesa madre del suo paese e i campi tutto intorno, i campi della fame e della violenza dei campieri mafiosi.

Voleva lavorare, guadagnare qualcosa ed essere indipendente, ma, ancora prima, voleva aiutare i genitori e i quattro fratelli e allora ogni mattina si alzava molto presto per arrivare nella fabbrica maledetta non in orario, ma, addirittura in anticipo perché così pretendevano i padroni.

Prima di uscire da casa avvolgeva accuratamente le forbici e il suo ditale in un foglio di giornale e appuntava due aghi nel bavero della giacca, mentre nella tasca metteva un tozzo di pane di segala che avrebbe mangiato di nascosto perché si vergognava a mangiare quel pane scuro, mentre le altre mangiavano i loro panini bianchi.

Erano già quattro anni che era arrivata a La Merica e il giorno prima aveva compiuto 23 anni ed era andata al lavoro con la gonna nuova di colore rosso: quella mattina tutto le sembrava più bello. Anche la pozzanghera dietro la fabbrica che lei accuratamente scansava e quei due bidoni della spazzatura pieni di buchi e ammaccature.

Il giorno dopo fu il giorno del fuoco, mancava poco alla fine della giornata di lavoro, la schiena le faceva male ed il collo lo sentiva rigido: desiderava solo uno schienale per recuperare un po’ di sollievo.

E invece il fuoco la fece correre via, da una parte all’altra dello stanzone e urtava con tutte le altre alla ricerca di una porta, di una via d’uscita, della salvezza.

E così il fuoco bruciò i suoi sogni, le speranze di un futuro impossibile e i ricordi di un passato irrecuperabile.

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Questo articolo contiene punti di vista personali dell'autore che non rispecchiano necessariamente le posizione dell' Associazione Raccontiamo Città.

Mi rimane sempre un dubbio forte quando devo scrivere un articolo del genere, se sia giusto in fondo dare voce e fare in qualche modo pubblicità a certe persone, certe posizioni, o se è giusto raccontare quello che accade e basta. A volte decidere è veramente difficile.

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Si è aperto in seno al consiglio comunale di Catania in questi giorni il dibattito sulle coppie di fatto in merito alla delibera di fatto già approvata dalla giunta Bianco.

Una fitta discussione che rischia addirittura di spaccare a metà il consiglio. Il via libera alle polemiche è stato dato dal capogruppo del megafono, Daniele Bottino, che ha preso le distanze dal registro per le unioni civili.

Bottino dice: " Le persone che beneficeranno del registro non sono solo omosessuali, ma soprattutto eterosessuali. Non giudico il genere o l'identità sessuale di un individuo o di una coppia, ma giudico la forza e le responsabilità di un legame. E questa formulazione della delibera rende tutto troppo facile".

E qui entrano, a sostegno di Bottino i pastori della Chiesa Evangelica di Catania che durante la riunione con Bottino hanno aggiunto: " Il registro avrà effetti moralmente devastanto per il matrimonio, da noi inteso come istituzione divina".

Mi limiterò a questo, nel senso che mi rifiuto di scrivere tutte le bagianate che i membri di questa chiesa, setta, religione, chiamatelòa come vi pare hanno detto, la cosa che piu' mi da fastidio è che nell'anno del signore 2014 sia permesso che membri di una religione che devono occuparsi esclusivamente dei propri affari si possano permettere di entrare nel dibattito politico e civile di una città permettendosi di mettere becco in una questione che riguarda i diritti di tutti, dato che loro invece, sono ben lontani dal garantire i diritti di tutti ma una religione per sua natura è sempre propensa a garantire esclusivamente i diritti dei propri adepti.

E' per questo che grazie a Dio noi non viviamo in una repubblica sorretta dal cattolicesimo, l'islam o da qualsiasi altra religione ma in una nazione che " tollera " la presenza di tutte le religioni a patto che queste se ne stiano buone buone a occuparsi dei loro miracoli, dei loro angeli e delle loro preghiere.

La delibera è in effetti una vera e propria perla di buon senso e apertura, ecco i principali punti del regolamento: Assicura a tutte le coppie di fatto Catanesi una volta iscritte al registro delle unioni civili, il principio di parità nei confronti di quelle sposate, riconoscendo loro gli stessi diritti in materia di sanità e servizi sociali, casa, sport e tempo libero, diritto di cittadinanza e partecipazione.

Bottino dal canto suo afferma che non è d'accordo con questa delibera perchè renderebbe le cose troppo semplici alle coppie di fatto, mai sia che in Italia a qualcuno venga resa qualcosa semplice, per carità.

Sostenuto dalle schiere dei preti Evangelici pronti a reclamare il loro diritto divino di opporsi a questa delibera Bottino porta avanti la sua battaglia in consiglio per far ripiombare lacittà in un clima da medioevo.

Ho ritenuto doveroso scrivere questo articolo quando la solita stampa deviata come il giornale " La Sicilia" ha dato una incredibile e vergognosa ampia pagina alle considerazioni religiose di questa chiesa che per quanto rispettabili possano essere nei limiti della loro religione non possono essere tollerate all'interno di un dibattito in cui si decide se dare o meno piu' diritti ad una grande fetta di popolazione.

Insomma non mi stancherò mai di dirlo, chiesa e religione alla larga da politica e istituzione.

Luca Conti

 

 

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I residenti del centro storico rilanciano l'allarme movida nel fine settimana, a loro dire Catania in quei giorni diventa una specie di far west dove bulli in scooter scorazzano per le strade, ubriachi rompono bottiglie, e chi piu' ne ha piu' ne metta. In verità però....

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C'è da dire che la situazione potrebbe non essere così terribile come si pensa, in una città come Catania, rinomata proprio per la sua fervente vitalità potrebbe anche essere accettabile il fatto che di notte, soprattutto nei fine settimana si crei una situazione, diciamo, di allegria.

Non la pensa così la Fipet locale, ovvero la federazione italiana pubblici esercizi che chiede all'assessore alla polizia municipale Marco Consoli un maggiore intervento per cercare di rendere piu' vivibile la città.

I vertici Fipet si lamentano di una saituazione lasciata all'incuria mentre il vero rilancio del turismo dicono, si fa attendere e tutte le richieste fino ad adesso rivolte all'amministrazione sono rimaste inattese.

C'è anche da dire che basta farsi un giro per il web, nei forum, nei blog, leggendo le esperienze di tanti Europei per capire come in realtà Catania se ha una qualche forma di turismo lo deve anche alla sua fama di città godereccia, che attira giovani e meno giovani nella Copa Cabana Siciliana. Se il prezzo è un pò di musica il sabato sera che facciamo, lo vogliamo pagare?

In una città dove le associazioni, come il Fipet, abbondano, e non si capisce mai bene a cosa servano tutte queste entità, bisognerebbe anche dare un pò di merito a chi ha in fondo in qualche modo lavorato per rilanciare questa città, a proprie spese, con il proprio impegno, come i gestori dei pub del centro storico.

 

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Dopo aver pubblicato la notizia qualche giorno fa della condanna dell'ex governatore, anche se chiariamolo a me non piace neanche piu' questo appellativo, chiamiamolo il cittadino Lombardo, insomma dopo quel giorno ho letto tante cose. 

Questo articolo è di parte e rappresenta un punto di vista.

Questa è la terra dei pupi e dei pupari giusto? Dovremmo essere abituati ai teatrini, ma certi teatrini a me personalmente continuano a dar fastidio. 

Cito le parole della povera vittima della giustizia Raffaele, che da oggi chiamerò San Raffaele: 

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 " Ho vissuto quattro anni e mezzo d’inferno, una vita da cani, con un trolley da studente fuori sede sempre in mano", dice pure di aver ricevuto 1500 messaggi di stima e di amicizia, bhe potrebbero essere i suoi amici mafiosi, in fondo a conti fatti la mafia Siciliana dovrebbe piu' o meno contare questo piccolo esercito. Ma non dovresti neanche nominarli gli studenti fuori corso Raffaeuluccio.

Si ribella alla sentenza, rivendica quanto fatto dal suo governo, niente, non ci sta Sor Raffaele a questa sentenza ingiusta, a questi giudici cattivi che in Italia si ostinano a fare il loro dovere e a tormentare questi poveri governatori che ogni giorno accordicchio dopo accordicchio si mangiano la Sicilia con la stessa voracità di un leone affamato parlando amichevolmente con persone che uccidono i cittadini Italiani facendoli a pezzi, sparandogli e seppellendoli nelle piu' comode campagne.

Raffaele Raffaele, è ingiusto da parte tua fare la vittima, la pecorella smarrita perseguitata dai giudici, ma rinfreschiamo la memoria ai nostri utenti e spieghiamo bene loro perchè Raffaeluccio è stato condannato:

A parte i teatrini, vi ricordo che il presidente è stato accertato che frequentava mafiosi, assassini, delinquenti della peggior specie. Intercettazioni ambientali incrociate, elemtni di varia natura e prove di ogni tipo sorreggono la tesi dell'accusa, infatti accettata dai magistrati che non lascia molti dubbi sul modo di fare politica del signor Lombardo.

Luca Conti

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Si lo so, dovrei dire che è Catania a restare a bocca asciutta invece dico che è Bianco. (questo articolo rappresenta un opinione personale di un autore) Qualche giorno fà il sindaco aveva annunciato: "Catania otterrà cento milioni di euro per progetti comunitari indirizzati su due linee di credito: Smart cities e mobilità e disagio sociale" e invece non sarà così, l'ARS ha bocciato le città metropolitane e quindi i fondi per la comunità europea destinati alle città metropolitane, vanno in fumo.

bianco

Ovviamente per Bianco si tratta di un errore clamoroso, non importa pensare e riflettere se le città metropolitane sono una priorità o se è bene farle, per la nostra classe politica (se di classe si può parlare) l'unica cosa che conta è se ci sono i soldi o non ci sono i soldi, gli stanno così a cuore questi soldi che a volte ti viene il dubbio che li considerano soldi loro piuttosto che soldi della comunità.

Inutile imbastire quest'articolo della solita retorica sui politici che ragionano per il loro interesse o fare un processo alle intenzioni, io scrivo la mia opinione, si tratta di impressioni, sentori, e quando ho visto la faccia di Bianco che ha dovuto annunciare la perdita dei fondi ho visto un uomo che perdeva dei soldi non un amministratore che parlava di una situazione politica. 

Attendiamo con ansia, una politica migliore. Persone migliori.

 

 

Città metropolitane bocciate dall'Ars, la delusione di Bianco: "E' un erro

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La prima volta che ho visto i dipinti e le creazioni di Lucia Riina ho trattenuto a stento un sorriso ed ho quasi provato tenerezza per l'autrice: Sembravano i disegni di un bambino dell' asilo, sai quelle forme di persone con le teste a cerchio e le gambe ed i piedi che sono delle semplici linee rette? 

luciarrina

Ma siamo in Italia e spesso il sorriso ti muore subito in bocca per lasciare spazio alla disperazione, e così oggi noto una cosa agghiacciante, un intervista " all'autrice" delle opere su Panorama.

un intervista degna di un grande autore, di quelle che tanti artisti se le sognano capisci, di quelle che devi diventare famoso per finire su un giornale a tiratura nazionale.

Mi chiedo, quanti figli talentuosi di poliziotti e magistrati uccisi dal padre della giovane artista la quale non ha mai dimostrato alcuna presa di posizione o critica nei confronti degli orribili crimini commessi dallo stesso e che anzi continua a descrivere come un genitore affettuoso si sognano di avere un intervista pubblicata su Panorama?

Ma forse non devono, perchè un giornale degno di potersi chiamare tale partecipa alla vita civile del proprio paese sostenendo e supportando quella parte di società che ogni giorno lotta e " muore " per fare di questo posto, un posto migliore.

Tanti auguri a Lucia, che le sue opere possano offuscare i capolavori di Donatello e Michelangelo e se non dovesse riuscirci pazienza, vedremo di chiamare qualche amico del padre. un intervista immeritata si troverà sempre, finchè ci saranno giornalisti disposti a seppellire la propria dignità.